Sport e ricadute. Apprendere con lo sport

Nessun insegnamento, solo condivisione. E’ difficile rimanere neutrali, mi impegno per esserlo!

Da quando ho iniziato con l’endurance sono stato subito attratto da più aspetti riguardanti ciò che lo caratterizza sia direttamente che non. Inizialmente non comprendevo cosa mi facesse scegliere di uscire ad allenarmi per ore in bici, nel freddo dell’inverno, piuttosto che starmene nel comfort di un salotto riscaldato  in cui peraltro, probabilmente, avrei fatto molta meno fatica… Fisica intendo!

Adesso, dopo quasi otto anni e migliaia di ore di allenamenti tra corsa, bici, sci alpinismo, nuoto, ecc. mi sento costantemente in una fase di apprendimento con la differenza di avere un po’ di consapevolezza in più in ciò che faccio ed il perché.

Inseguendo la volontà di scoperta del mio corpo e della mia mente, attraverso gli sport di resistenza, mi sono spinto verso situazioni, ambienti e persone che hanno impattato in maniera importante sul modo che avevo di vivere la vita. Convinzioni, interessi e contesti sono cambiati dentro e di conseguenza attorno a me. Posso dire che questo l’ho voluto fortemente, scegliendo nettamente, cercando di inseguire con coraggio le mie sensazioni ed intenzioni.

Penso che quando siamo davvero entusiasti per ciò che facciamo, oltre il valore diretto delle nostre azioni, possiamo ricavare tanto altro dal mondo in cui gravitiamo. Queste sono le ricadute!

L’allenamento per il trail running lo pratico gran parte in ambiente e, sperimentare la fatica nella natura autentica, mi permette di creare una connessione polivalente con me stesso e con ciò che mi circonda. 

La natura è qualcosa di ben superiore all’uomo. Quando mi rapporto alle montagne provo paura. Negli anni passati ero maggiormente distaccato dai contesti naturali benchè non me ne accorgessi. Gli eventi che succedono là fuori, nel selvaggio, sono incontrollabili e per quanto possiamo pensare di poterli controllare a favore dei nostri agi o bisogni, rimarrà sempre l’ultima parola a loro.

Esistono eventi che regolano la natura rendendo equilibrati gli ambienti incontaminati. Passando ore fuori posso notare i cambiamenti che avvengono in maniera spontanea. Esistono cicli che si ripetono periodicamente e senza alcuno sforzo da cui si può trarre un insegnamento difficile da recepire in altri contesti: “Ogni cosa ha il suo tempo”.

Il mio metabolismo è cambiato molto e in senso positivo. Ci è voluto tempo e apprendimento. Inizialmente non è stato facile. Ricordo quando sbagliavo a vestirmi e quindi sudavo troppo o avevo troppo freddo e prendevo vento… Lì mi ammalavo ancora. Attraverso queste esperienze di facile risoluzione ho trovato i cliché e ad oggi deve succedere qualche evento eccezionale per cui possa ammalarmi. Infortuni a parte, un metabolismo temprato permette di migliorare la qualità della nostra salute generale.

L’alimentazione è un ambito strettamente connesso allo sport. La mia curiosità in questo senso mi ha permesso di comprendere tramite studi, approfondimenti, confronti e letture la composizione degli alimenti, come abbinarli per ottenere pasti bilanciati ed il relativo timing in funzione delle necessità.

E’ un ambito molto complesso e articolato che ho cercato di semplificare scegliendo le informazioni funzionali alle mie esigenze. Ho sperimentato sul campo e talvolta ho messo a confronto studi, pratica e pareri di esperti. Ho scritto un regime alimentare equilibrato con alimenti sani che mi piace consumare sottoponendolo al test di un nutrizionista. Me l’ha validato!

L’endurance non ammette scorciatoie. Una buona riuscita in questi sport dipende da tanti fattori e più è articolato e lungo lo sforzo, tanto più saranno complesse le cose da imparare, gli allenamenti da eseguire, la concentrazione da tenere.

Esistono caratteristiche fisiche soggettive che sono favorevoli a determinate tipologie di attività ma d’altro canto si possono sviluppare abilità, strategie tattiche e di gestione  solo con la dedizione e l’attitudine all’allenamento. 

Queste ultime due caratteristiche sono trasversali in ogni ambito di vita. Personalmente, praticando sport di ultra resistenza, posso dire che credendo nel processo di ripetizione si forgia l’abilità ma anche la forma mentis verso la ricerca di soluzioni. Andare a fondo, perseverare, non accontentarsi (a volte) sono paradigmi utili a qualsiasi sviluppo.

Semplificare talvolta. Cosa serve per correre, normalmente?!

Ci sono stati anche momenti in cui lo sport mi ha allontanato dalle persone. Quando mi alleno per un obiettivo e  l’allenamento è specifico, lo voglio fare al meglio e voglio stare concentrato o nella mia bolla. Difficile condividere e penso che sviluppare l’individualità, entro certi limiti, sia una qualità necessaria.

Tutti noi abbiamo modi diversi di interpretare lo sport ed è giusto che sia così. Questo non deve creare barriere a livello personale anche se a volte risulta difficile capire i punti di vista o i bisogni degli altri. Talvolta è difficile risalire ai nostri ed è qui che correre, correre a lungo, correre in solitudine, correre nella natura, è un buon momento per meditare, porsi delle domande o intuire soluzioni.

Ricercando situazioni adatte a sviluppare la nostra visione sportiva, si troveranno possibilità di farlo. In Francia, nella Valle dell’Ubaye, ho incontrato persone e luoghi veramente adatti alle mie esigenze di sportivo e alla mia dimensione. Questo mi ha permesso di sviluppare la lingua francese, di entrare in contatto con una cultura vicina, differente ed accogliente, culturalmente evoluta riguardo gli sport di montagna, meno giudicante in certi contesti, più “alla buona” in senso generale!

Incontrando altri atleti per via delle competizioni, spesso si creano connessioni, possibilità di futuri allenamenti condivisi, se il livello atletico e gli obiettivi sportivi sono simili.

Il rapporto ritrovato con la natura e la montagna a partire proprio dalla Valle Grana dove sono nato e cresciuto mi permette di apprezzare profondamente il territorio in cui vivo sfruttandolo in maniera sana e sostenibile durante i miei allenamenti. Mi permette anche di sentirmi bene al mio posto e sto lavorando con progettualità ad una visione, per poter affermare a gran voce proprio questo.

I confini in cui mi muovo sono limitrofi e vicini a dove abito. Le montagne delle Alpi Marittime, Cozie, Alpi francesi del sud e del nord sono territori enormi se esplorati a mezzo umano. E’ già abbastanza per nutrire il mio bisogno di varietà. Tutta la flora e la fauna che compone questi luoghi è estremamente variegata e contemplarla durante le uscite easy o soltanto passarci in mezzo durante una ripetuta mi stupisce ed influenza.

Difficilmente arrivo a casa triste dopo un allenamento, qualunque sia la durata o l’intensità.

I fenomeni che si manifestano in natura si possono studiare per capirne la genesi e talvolta ritrovare una parte di noi in qualcosa di simile. Questo ci permette di non dimenticare la nostra interconnessione con il tutto, in fondo siamo ancora animali ed abbiamo un gran bisogno di muoverci sviluppando caratteristiche che possediamo e non dobbiamo dimenticare di avere.

Faccio sport non solo per fare sport. Non solo per una classifica in una gara. L’agonismo è la mia ambizione di ricerca verso il massimo potenziale, la vera ricchezza è tutto ciò che apprendo nel farlo in questo modo.


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