Se c’è un posto che mi ha conquistato nel profondo, è la Valle dell’Ubaye. Alpi francesi del sud, a 100 chilometri spaccati da dove sono nato e cresciuto, dalla mia famiglia.
Questa valle è diventata il mio campo base, il campo da gioco: un luogo dove allenarmi, rigenerarmi, lavorare ai progetti futuri e trovare ispirazione.
Non è solo un luogo, ma una sensazione. La sensazione di essere esattamente dove devo essere. Ogni giorno che passo qui, tra le montagne e i sentieri, trovo nuovi modi per sfidare me stesso.
Se anche tu un giorno vorrai allenarti qui, respirare aria pura e sentirti davvero vivo, questa valle è il posto giusto. Ma non è solo il paesaggio che mi fa innamorare di questo posto: sono le risorse, le persone e, soprattutto, la tranquillità, l’agio che mi fa sentire a casa.


Questa valle è selvaggia. Le stazioni sciistiche quasi non si notano, lasciando spazio a una natura autentica e intatta. Eppure, nel silenzio delle sue montagne e nella quiete dei villaggi, percepisco ascolto e apertura nelle persone. C’è un equilibrio tra rispetto per il territorio e accoglienza verso chi sceglie di viverlo e attraversarlo, sfruttarlo in maniera sostenibile come fa qualsiasi atleta o appassionato di sport di montagna. E’ qualche tempo che corro, scio e pedalo su queste montagne. E da dicembre abito per gran parte del mio tempo qui.
Ti porto con me, scopriamo insieme i miei angoli preferiti dove mi alleno, le risorse che mi ispirano e tutto ciò che rende unica questa parte di mondo.
Alza gli occhi e guarda i pendii neri intagliati a picco sulla valle, il contrasto che si crea con il bianco della neve e i prati gialli nell’inverno. E’ inverno qui, un po’ di più che in Italia anche se i local dicono che fa caldo rispetto a dieci anni fa, quando il termometro scendeva a -20°. Queste parole si sentono ovunque ed è un dato di fatto. Senza entrare in discussioni climatiche, l’inverno è importante, forgia, insegna, tempra e fa sembrare più facile l’estate, quando si esce a correre leggeri per ore, in maglietta e pantaloncini…
L’ambiente giusto per crescere
Credo che l’ambiente utile all’evoluzione di ciascuna propria ambizione non sia qualcosa che si trova per caso, ma qualcosa che va ricercato. Qui c’è un mix unico e prezioso di tre fattori:
1. La morfologia del territorio, che deve stimolarti e offrirti sfide adeguate.
2. Le persone che lo abitano, capaci di creare una rete di sostegno, confronto e ispirazione.
3. La cultura legata al settore che vuoi sviluppare, che nel mio caso è lo sport di alto livello.




Per me, la Valle dell’Ubaye rappresenta tutto questo. È un luogo che mi spinge a migliorare, dove posso allenarmi duramente e, al contempo, trovare persone pronte a condividere idee, percorsi e passioni.
Qui in Francia, usano il termine “sportif de haute niveau” per definire persone che scelgono di svilupparsi in una carriera sportiva tramite competizioni e progetti. Questo insieme generale lascia spazio e margini di manovra soprattutto per chi si cimenta in sport di nicchia come quelli di montagna in cui esistono più situazioni ibride individuali che club professionali.
E poi perchè definirsi, darsi un titolo e limitarsi? Lasciamo che siano le nostre azioni ad ampliare i contorni della nostra esistenza nelle piccole e importanti azioni che compiamo quotidianamente verso ciò che per noi è importante. Cercando di rimanere aperti.
Dove mi alleno e perché proprio qui. L’inverno è ski alp, allenamenti di forza e qualche trail
Quando la neve permette di scivolare, lo sci alpinismo diventa il mio principale allenamento. Una disciplina tanto complessa quanto affascinante. Non c’è tempo per percepire la monotonia della ripetizione nell’allenamento tanto sono le cose da imparare. Lo scivolamento è un bene per le articolazioni ed è la possibilità di costruire una grande base aerobica attraverso metri di dislivello positivo e ore in altitudine. L’Ubaye è un paradiso per questo: tracce infinite, di differente livello tecnico, per qualsiasi necessità di allenamento e un silenzio che ti entra dentro per tirarti fuori qualcosa. Mi alleno seguendo un planning ben definito, spesso sono avvolto nella mia bolla per ore ma contaminato da una natura profonda verso colli e vette, viste mozzafiato, senso di immensità che solo in montagna riesco a trovare.

Nella Vallée sei abbracciato dalle montagne! Un pianoro di quasi 30 km si allunga da Jausiers verso Gap. Vivo nel centro di Barcelonnette a 1.150 metri di altitudine e divido l’appartamento con due co-inquilini e un gatto.
A 4 km dalla villa c’è la stazione di Le Sauze, a 20 km il paradiso di Saint Anne la Condamine e a 32 km il Vallon del Crachet e il Col de Larche. Uso il van per andare ad allenarmi oppure le navette gratuite che girano tutto l’inverno dal centro di Barcelonnette.

Per sostenere grandi volumi di allenamento in maniera consistente e continuativa c’è bisogno di un contesto adeguato e sostenibile. Per mia esperienza non è possibile fare questo senza dedicare la maggior parte delle energie nello sviluppo del training e del recupero. E’ bene avere dei progetti paralleli che comprendano le esigenze di uno sportivo che si sottopone quotidianamente a una fatica fisica e mentale. Trovare un balance nella routine quotidiana è fondamentale e per quanto mi riguarda è fondamentale scegliere ciò che per noi è importante e dedicarsi a questo con profondità. Less is more! cit.
La logistica dev’essere facile, partire e arrivare da casa, scrollarsi subito il sudore di dosso, evitare tragitti più lunghi del tempo dell’allenamento, favorire la ripetizione e la routine quando necessario.
Mantenere l’abitudine agli impatti qui è possibile anche in inverno perché nelle piste forestali che circondano Barcelonnette il terreno è ondulato e favorisce corse per il mantenimento aerobico. Il terreno ti “skilla” perché a tratti è ghiacciato e di conseguenza devi tenere alta l’attenzione, leggerlo in anticipo e interpretarlo con il giusto appoggio per evitare di finire a terra. Lo trovo sfidante e divertente, spesso fa perdere la percezione della fatica talmente bisogna essere connessi al campo di gioco.
Ho scoperto degli ottimi percorsi di trail running per allenamenti di 1h, 1h e mezza e 2h.




La easy run sulla Promenade de Santé è diventata il mio best recovery! Non si tratta solo di una corsa lenta ma della carica complessiva che mi da correre in un ambiente così luminoso come il sentiero che attraversa il golf di Barcelonnette. Questa è una delle poche attività che svolgo in multitasking, solitamente ascoltando un podcast e ultimamente in lingua francese.
Allenare la forza e prevenire infortuni
Questa è una parte fondamentale da integrare nell’allenamento e da considerare durante tutto l’anno. Va adattata ai momenti della stagione ma onestamente non potrei farne a meno. All’inizio è normale sentirsi imballati ma per costruire solidità si passa anche da qui.
Sono sempre stato aperto agli allenamenti a secco perché tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno sempre trasmesso questa cultura.
A Barcelonnette seguo le schede di ReAction e mi alleno all’Institute Rossi Gym che è praticamente la casa di Didier Rossi un atleta di body building longevo che mi ha aperto le porte del suo centro dandomi la possibilità di allenarmi secondo i miei piani. La palestra è in 13 All. des Dames a Barcelonnette ed è aperta sempre, Natale, Capodanno, Epifania, Pasqua compresi!


Yoga recovery
Ho iniziato un corso di yoga per lavorare l’elasticità, la propriocezione e la presenza mentale. Una volta a settimana, il mio tappetino si trasforma in un luogo di connessione con me stesso. Ogni lezione è un’opportunità per rallentare, respirare e concentrarmi, per poi tornare agli allenamenti con la mente più chiara.
Charlotte, l’insegnante di yoga, mi guida in un percorso che va oltre l’allungamento fisico. È un momento di equilibrio che mi aiuta a trovare il centro, sia nel corpo che nella mente. Le sue pratiche hanno un buon balance tra parte fisica e spirituale. Prima di passare all’azione penso sia utile chiarire intenti e motivazioni che ci spingono verso un obiettivo e far parte di un gruppo che crede e lavora su questi aspetti è senz’altro utile.
Charlotte propone sempre delle tematiche diverse in funzione dei momenti dell’anno e delle fasi lunari. A fine anno abbiamo lavorato sul lasciare andare e su ciò che vogliamo migliorare, abbiamo scritto, ci siamo permessi calma e gentilezza con e tra noi stessi, abbiamo cenato tutti insieme e ci siamo scambiati piccoli regali natalizi.
In ogni ciclo di allenamento è utile comprenderne il contesto per saper dare la giusta interpretazione ai momenti. In ogni allenamento è indispensabile avere chiaro cosa andare a ricercare.
Con Alain discutiamo tanto di questo. Condividiamo i metodi di allenamento e le risposte che percepiamo sul fisico, troviamo delle strategie mentali per trascendere i momenti di fatica, parliamo dei nostri mantra e delle rappresentazioni mentali. Poi acceleriamo!
*risorse nel prossimo articolo
La cultura
Vivere qui significa adattarsi a una nuova lingua, nuovi modi di dire e di fare. La luminosità dell’Ubaye e lo spirito intraprendente delle persone che abitano questa valle ti predispone a questo.
Mi trovo a parlare in francese ogni giorno, ed è più di una semplice questione linguistica. La lingua qui è un ponte tra culture, un modo per connettermi con la gente del posto e con altri sportivi. L’integrazione in questa comunità è naturale, proprio come il mio allenamento all’aria aperta. Non è necessario parlare perfettamente il francese, ma il fatto che io possa allenarmi con la gente del posto, scambiare idee, condividere progetti è una delle cose che rende questo momento così speciale.
La cucina è leggermente diversa tuttavia mi piace inventare pietanze transfrontaliere portando qualcosa di italiano in qua e mixarlo ai prodotti tipici.



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