Vivere sul van, correre tra le montagne – Trail running e libertà nella mia stagione agonistica
C’è un momento speciale, ogni volta. Quell’istante in cui mi sveglio la mattina, apro la porta del van e respiro a pieni polmoni l’aria di montagna. So che sono già qui e adesso comincia tutto.
Il van non è solo un mezzo per spostarsi, ma il filo conduttore che unisce allenamenti e gare, fatica e riposo, sogni e realtà. Nella mia stagione da atleta di ultra trail running è diventato parte integrante del mio modo di vivere e gareggiare. Un compagno silenzioso, presente, indispensabile.
Dal ritorno sui sentieri fino ad oggi ho attraversato montagne e vallate con una costante: il van come base, come casa mobile che mi accompagna ovunque.
Con Yohan abbiamo riposato sul van prima del nostro secondo posto alla One&1 Run to Camp nelle Alpi Marittime francesi a inizio maggio. Poi ho guidato verso la Savoia nel Massif de Bauges per correre il GR73, dove, mentre ero nelle posizioni di testa, ho sbagliato tracciato e allungato il giro, portando comunque a casa un prezioso allenamento. Alla Swiss Canyon Trail nella Val de Travers (Svizzera), gara del circuito World Trail Major, è andata meglio: ho concluso al secondo posto in una giornata di pioggia dantesca, tra fango, pioggia battente e fatica. Infine, all’inizio di luglio, è arrivata la prima gara di vera montagna: il Gran Raid du Guillestrois-Queyras, nelle Alpi Francesi del Sud tra il Queyras e l’Ubaye, dove sul percorso della Grande Traversée – 107 km, 6750 metri di dislivello positivo – in 14 ore ho centrato la mia prima vittoria stagionale sui sentieri. Una giornata tecnica, dura, immersa nella bellezza di un ambiente severo, tra i 2600 e i 3000 metri di altitudine.





Il van come strumento di performance
Preparare una gara di ultra trail non significa solo allenarsi. Significa anche organizzare, riposare, nutrirsi nel modo giusto. Il van mi permette di avere tutto ciò che serve in un unico spazio compatto e ordinato: il mio cibo, il mio materiale, il mio letto, la mia “casa”.
Capita che prevedo le soste all’ultimo momento, scegliendo dove fermarmi grazie all’app Park4night, che mi permette di trovare i punti migliori per passare la notte immerso nella natura ma vicino a dove mi interessa essere. Questa flessibilità mi aiuta a vivere il viaggio senza stress e mi permette di adattarmi alle esigenze di ogni momento.
La sera prima di ogni competizione, invece, seguo un rituale preciso: ruoto il sedile passeggero, che diventa il mio spazio per vestirmi e prepararmi. Sul sedile del guidatore dispongo tutto ciò che mi servirà il mattino dopo: il Garmin, la tenuta da gara Kailas, l’alimentazione Cetilar già dosata e i Mantra di Alba Optics. Ogni cosa ha il suo posto, ogni gesto segue un ordine che mi dà tranquillità e concentrazione.



Non solo corsa: a bordo porto sempre con me anche una bici, che utilizzo sia per scaricare le gambe dopo le gare o le lunghe uscite, sia per esplorare nuovi luoghi con lentezza. E poi l’attrezzatura da nuoto, compresa la muta, per concedermi un bagno rigenerante anche nei laghi più freschi. In Francia, i “plan d’eau” sono spazi liberi perfetti per fermarsi, nuotare o passare una notte tranquilla immersi nel verde.

Essenzialità, contatto con la natura ed ecologia
C’è però qualcosa che va oltre la mera praticità. Dormire in van significa vivere immerso nella natura, respirarne i silenzi, percepire i suoni della notte, il vento tra gli alberi, lo scorrere di un torrente. È un ritorno a un’essenzialità che sento sempre più necessaria.
Certo, serve ordine e organizzazione. Lo spazio è limitato e ogni oggetto deve avere il suo posto. Ma quello che ricevi in cambio è una connessione più profonda con il luogo, un benessere mentale che porta a vivere meglio anche la competizione. Ti svegli già immerso nel paesaggio in cui andrai a correre. Non sei mai davvero fuori posto.
In tutto questo, c’è anche una scelta di valore. La mia stagione agonistica si basa su un principio di ecologia e coerenza: scelgo competizioni raggiungibili con un mezzo su ruote, evitando voli o spostamenti troppo impattanti. Questo stile di vita, la scelta delle gare, l’utilizzo del van, diventano un filo conduttore che lega tutto. Un equilibrio tra passione sportiva e responsabilità ambientale che voglio portare avanti.

Anche la tecnologia trova il suo spazio in questo equilibrio. Con la nuova associazione Through Sport siamo sempre in contatto e quando arriva il momento di connettermi o di proseguire lavori, devo essere pronto. Grazie al pannello solare installato sul tettino ho energia per caricare tutti i miei devices, dal telefono al computer, passando ovviamente per l’attrezzatura per il training. Sappiamo bene quanta tecnologia si nasconde oggi anche dietro le attrezzature sportive, ma proprio per questo posso stare tranquillo: il van è attrezzato con prese USB e 220V sempre operative. Ogni volta che faccio la spesa so di poter conservare tutto al fresco grazie al frigo sempre alimentato, così da gestire anche l’alimentazione senza compromessi.

Un grazie che corre con me
Questa stagione mi ha insegnato ancora una volta quanto sia importante il supporto giusto. Lusso Caravan SPA continua con entusiasmo nel sostenere questa partnership: sappiamo entrambi che non è solo questione di un veicolo, piuttosto di una filosofia di movimento che vogliamo condividere!
La strada è aperta
Ci sono ancora tante avventure davanti. Tra poche settimane tornerò ad allenarmi verso obiettivi ambiziosi, tra cui il Tot Dret nella settimana del TOR de GEANTS in Valle D’Aosta, tappa fondamentale della mia stagione, il prossimo 16 settembre. So già che il van sarà con me, in questi mesi a ogni partenza e a ogni arrivo.
Perché ogni volta che apro quelle porte, mi sento a casa. E quella casa nel mondo, ha un panorama diverso…
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