Il Fauniera al Contrario

Different points of views, lo Sport per fare del bene

2020, un anno di svolta, di cambiamenti, tutta una questione di punti di vista…

Il mio 2020 iniziava pressoché come il 2019. Qui non vi parlo della mia vita privata o lavorativa ma di quella agonistica di un ciclista che, seppur amatore, dava importanza allo sport e alla stagione sportiva.

Pedalavo nella squadra di Reaction e con Francesco Chiappero, il coach, programmavamo gli obiettivi della futura stagione appena terminata la precedente. Qui imparavo l’importanza di progettare a medio termine e ad alzarmi tutte le mattine concentrato sul processo quotidiano. La pazienza e lo sviluppo a distanza di anni sono fondamentali negli sport di resistenza.

Nel gennaio 2019 training camp a Tenerife a scalare il Teide, gennaio 2020 a Gran Canaria. Vita da prof per sette giorni consecutivi, unici appuntamenti quelli con l’allenamento, mangiare tanto e bene, fare il massaggio al pomeriggio e andare a dormire presto la sera. Nei training camp si mette volume (ore di allenamento), ci si tira il collo tra compagni di squadra, si ride e si scherza.

Il mio focus rimaneva sulla Fausto Coppi ma in quel marzo 2020 pieno di restrizioni e rinunce anche quella gara, un mattino, fu annullata.

Ero sui rulli, vivevo in una comune con Frazzy e mentre mi allenavo avvolto dall’amarezza e qualche endorfina, esclamai: “Quest’anno il Fauniera lo pedalo al contrario!”

Frazzy è un’amica che mi prende sul serio e mi consigliò di condividere l’idea ad alcuni amici. Scelsi subito Claudio, amico prima di tutto ma anche mentore. Lui è un creativo e pensò che un gesto così strano e unico avrebbe potuto catalizzare l’attenzione di un pubblico ampio e quindi perché non trasformarlo in qualcosa di buono, di utile alla comunità, magari a quella fetta di persone fragili che spesso ricevono meno aiuti e attenzioni in mezzo a questo mondo che corre ai mille all’ora.

Il Fauniera al contrario diventò presto un evento sportivo a scopo benefico. 

I progetti che includono sono quelli belli, trovano sviluppi rapidi e intuitivi, aggregano persone che condividono valori profondi al di la dei differenti e personali obiettivi di vita.

Questo progetto evolveva nella mia testa e nel mio cuore. A livello pratico si trattava di percorrere la Valle Grana da Valgrana alla sommità del Colle Fauniera, 32km di sviluppo per 1850m di dislivello positivo, seduto sul manubrio del mio rampichino Cinelli del 1987, spalle alla montagna e pedalando al contrario.

Man mano che provavo a compiere questo gesto in allenamento trovavo le parole per scrivere e raccontare lo spirito di questa impresa.

Pedalare al contrario significava cambiare prospettiva, guardare al mondo da un punto di vista mai sperimentato e in quel momento l’intero mondo ne aveva necessità.

Pedalare al contrario voleva dire affrontare quel duro colle alpino usando sensi differenti rispetto alla vista, saper stare in equilibrio con la percezione, usare delle strategie alterative, proprio come fanno le persone con diverse abilità per affrontare il mondo che comunemente tutti conosciamo.

Avrebbe scalato il Fauniera con me Luca Cucchietti, ciclista e persona di cui ho immensa stima perché nonostante la sua tetraplegia rimane intraprendente in molteplici ambiti della vita. Ci saremmo guardati le spalle a vicenda perché avevamo bisogno l’uno dell’altro per arrivare fino alla cima e non bisogna per forza essere simili per esserci di aiuto. 

Tra Luca e me nacque insieme a quel progetto una vera amicizia basata sulla stima e il rispetto reciproco.

Insieme ad una Onlus aprimmo una raccolta fondi finalizzata a finanziare una parte della sede di Amico Sport, un’associazione che promuove sport a persone diversamente abili in provincia di Cuneo.

Dopo aver lavorato tre mesi per ottenere i permessi dalla Prefettura, Questura e Polizia di Cuneo e dopo tutto il lavoro di comunicazione e di ricerca degli sponsor, finalmente arrivò il giorno dell’impresa, il 12 settembre 2020.

Una giornata indimenticabile dove la fatica non si sentiva ma soltanto un’emozione di gioia amplificata all’unisono da tutte le persone che c’erano che ci incitavano e ci hanno seguito a modo di carovana come nei grandi giri ciclistici.

Il Fauniera al Contrario ebbe un grande successo. Raggiungemmo e superammo l’obiettivo fissato per la raccolta fondi in soli tre mesi e donammo ad Amico Sport la somma di 20.500 euro.

Questo progetto fu per me maestro di vita. Pochi giorni dopo presi decisioni importanti in diversi ambiti della mia vita. Intraprendere per me è importante, sognare e prendere dei rischi a volte più altre meno calcolati, mi rende vivo e mi spaventa, talvolta allo stesso tempo ma il denominatore comune rimane costante: l’evoluzione e la crescita. La mia unica ragione di vita.

Parlano di noi

La Stampa Cuneo

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